Rassegne stampa

26.09.2014

Il Veronese? Un gaudente raffinato

Dalla sontuosità delle “Nozze di Cana” all’irriverente “Cena in casa Levi” stroncata dall’Inquisizione

Veronese “maestro” di banchetti. Nel profluvio di celebrazioni veronesiane in corso in tutto il Veneto che hanno il fulcro nella magnifica mostra dedicata al grande pittore rinascimentale in corso alla Gran Guardia di Verona, si inserisce un libro singolare ma di grande interesse come “Le fastose cene di Paolo Veronese nella Venezia del Cinquecento» (edizioni Terra Ferma).

A curarlo è l’ideatore e vicedirettore del Master in cultura del Cibo dell’Università di Cà Foscari Gianni Moriani e l’interesse nasce innanzitutto dall’angolazione del volume. In un secolo come il Cinquecento in cui si afferma in Italia nel banchetto la nuova arte culinaria e nella Venezia del tempo essi costituiscono una precisa articolazione del potere politico...

15.09.2014

Nel Regno di Si Piuh

È un diario di viaggio che racconta un percorso di otto giorni durante i quali il piccolo Lorenzo, protagonista della storia, scopre la magia di un particolarissimo regno, che poi non è altro che la metafora di un computer. Il libro, davvero stimolante, può rappresentare un valido aiuto per un armonioso primo incontro tra bambini e informatica.

Viversani & Belli (19 settembre 2014)

08.09.2014

Il libro. Sulle orme di San Giacomo in chiese e ospitali trevigiani

Chi è quel pellegrino con il cappello a larghe falde, il bordone, la bisaccia e la conchiglia sul mantello, raffigurato nel bassorilievo nella chiesetta di Santa Lucia a Treviso? È solo una delle numerose raffigurazioni di San Giacomo che si possono trovare nelle chiese trevigiane. La città nel medioevo era luogo di passaggio di pellegrini e devoti del Santo. Sappiamo che esistevano Ospitali per l’accoglienza, cappelle a lui dedicate e immagini che lo ricordano; ma qual’era il ruolo e l’importanza di Treviso e del Veneto in quella grande epopea di devozione medievale? In questi giorni arriva “Sulle orme di San Giacomo nel Medioevo delle Venezie” (Terra Ferma ed) dove Paolo Spolaore tratteggia in un unico plastico le grandi direttrici di comunicazione, i luoghi di accoglienza e di culto, inserendoli nelle complesse dinamiche politiche, religiose ed...

08.09.2014

La ricerca. Sulle orme di San Giacomo in chiese e ospitali trevigiani

Chi è quel pellegrino con il cappello a larghe falde, il bordone, la bisaccia e la conchiglia sul mantello, raffigurato nel bassorilievo nella chiesetta di Santa Lucia a Treviso? È solo una delle numerose raffigurazioni di San Giacomo che si trovano nelle chiese trevigiane. La città nel medioevo era luogo di passaggio di devoti del Santo. Sappiamo che esistevano Ospitali per l’accoglienza, cappelle a lui dedicate e immagini che lo ricordano; ma qual’era il ruolo e l’importanza di Treviso nel Medioevo? In questi giorni Terra Ferma ha pubblicato “Sulle orme di San Giacomo nel Medioevo delle Venezie” dove l’autore, Paolo Spolaore, tratteggia le grandi direttrici di comunicazione, i luoghi di accoglienza e di culto, inserendoli nelle dinamiche politiche, religiose ed ambientali del tempo. L’autore si è incamminato sulle tracce del culto di “messer...

08.09.2014

Venetia Fragrans

Spesso è nelle piccole cose che una cultura esprime la sua grandezza, che una tradizione meglio fa conoscere il suo radicamento. Per questo l’ultimo lavoro di Ulderico Bernardi, storico, letterato e sociologo che seguiamo con attenzione fin dalle sue prime opere degli anni ’70, inizia proprio da un piccolo particolare che illumina sull’influsso della cultura veneta nel mondo. L’universale “ciao” con cui, dalle antiche lettere alle attuali mail, moltissimi, italiani e non, salutano e congedano gli amici. Quattro lettere che sono l’estrema abbreviazione di un tradizionale saluto della Serenissima repubblica veneta: “S’ciavo vostro”. Così è stato per l’uso della forchetta sulle nostre tavole, diffuso da Venezia a partire dall’XI secolo. Ora, proprio la produzione e il consumo alimentare sono, ci insegna Bernardi, l’ultimo ridotto...

24.07.2014

Il frammento di Postioma di apocrifo cristiano in lingua volgare del secolo XIV

Nella vacchetta di prete Leonardo, pievano di Postioma (1389-1410) e notaio, sono conservati, oltre ai suoi atti, anche altri documenti di diversa natura scritti non da lui, ma da persone di cui si ignora il nome e la provenienza. In questo volume viene presentata l’edizione di due testi di notevole interesse: un frammento in lingua volgare della fine del secolo XIV di apocrifo cristiano antico, riconducibile al Vangelo apocrifo dello Pseudo-Matteo, ed una lauda-ballata in onore di San Giovanni Battista. L’edizione è preceduta da una indagine storico-critica su ambedue i testi ed è seguita da una ricerca sulla pieve di Postioma nei secoli XIII-XIV. La conoscenza dell’ambiente in cui prete Leonardo fu attivo come parroco e come notaio può aiutare a comprendere i motivi della presenza in un villaggio della campagna trevigiana di due importanti testi,...

25.06.2014

Prigov, l’arte è (davvero) totale. Star e provocatore sulle orme di Warhol e Piero Manzoni

È possibile scrivere versi su un poliziotto? Dmitrij Aleksandrovic Prigov (1940-2007) ci ha provato. «Dappertutto puoi vedere il Poliziotto / E da Oriente puoi vedere il Poliziotto / Da sud pure puoi vedere il Poliziotto / E dal mare puoi vedere il Poliziotto / E dal cielo puoi vedere il Poliziotto / e anche da sottoterra ... / ma poi mica a noi si cela»: ecco alcuni versi, tradotti da Alessandro Niero, nel 2011, per le edizioni Terra Ferma. Il poliziotto, naturalmente, era l’espressione del potere sovietico. «Inserire quel protagonista in poesia era come invitare un poliziotto ad una serata letteraria clandestina. I poeti dell’underground idolatravano l’Achmatova, Mandel’stam, leggevano sino alla nausea il raffinato Brodskij. E qui, un poliziotto. Che schifo! Il vero poeta passava accanto ai poliziotti quasi di corsa, come accanto ai cartelloni...

18.06.2014

Tiziano. Un autoritratto. Problemi di autografia nella grafica tizianesca

L’Autoritratto a gessetto nero su carta – pubblicato per la prima volta nel 2007 da David Rosand come eseguito di propria mano dal grande Tiziano Vecellio, gentilmente concesso in prestito da collezione privata è il protagonista di una mostra che, inaugurata il 29 marzo scorso presso il Museo Correr a Venezia, si concluderà il 15 giugno prossimo. Grazie ad essa si presenta un’eccezionale occasione di confronto con l’inaspettata immagine di se stesso consegnataci dal sommo artista: dal buio della Storia riemerge il volto del ‘grande vecchio’ della Pittura Veneta. Giunto quasi all’età di ottant’anni, onorato da imperatori e papi e celebrato ovunque in Europa grazie alle sue opere, Tiziano pare aver affidato ad un fragile piccolo foglio di carta la sopravvivenza della propria immagine terrena. Concentrato nel profilo della testa, col solo accenno...

06.06.2014

“Venetia Fragrans. Cucine e identità a Nord Est”

La storia del cibo assume un’importanza fondamentale per conoscere le vicende di una popolazione e per capirne l’evoluzione: lo sa bene Ulderico Bernardi, scrittore, sociologo, accademico e giornalista che ha recentemente scritto il saggio Venetia Fragrans. Cucine e identità a Nord Est, pubblicato dalla casa editrice Terra Ferma. Professore ordinario presso la Facoltà di Economia e Commercio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, nel libro Bernardi ripercorre le vicende legate al cibo che oggi viene definito tipico del Nord Est, ma che in realtà ha raggiunto queste zone proveniente da lontane regioni europee, se non addirittura attraversando l’oceano Atlantico. Grazie a uno stile estremamente coinvolgente, l’autore riesce a condurre il lettore alla scoperta delle origini sociali, culturali ed economiche del cibo: nei sette capitoli del libro,...

19.05.2014

LIRICA SENZA LIRICA

di Igor’ Sergeevič Cholin*

A cura di: Alessandro Niero**

Terra Ferma, pp. 128, € 15,00

Il primo volume “italiano” di poesie di Igor´ Cholin esemplifica la produzione di un autore il cui stile minimalistico restituisce al lettore squarci di vita quotidiana con tono antiretorico.Cholin, all’altezza degli anni Cinquanta del XX secolo, ritrae quasi con distacco una realtà (tedio, ubriacature, risse, infedeltà coniugali, soprusi, indigenza, abusi, morti violente e altri fenomeni di vita degradata e “bruta”) che è, principalmente, quella delle “baracche”, ossia abitazioni fatiscenti concentrate soprattutto nei lager o nei dintorni delle città più popolose dell’Unione Sovietica. Accanto al Cholin “baracchesco”, che costituisce il nucleo nel volume, trovano posto anche testi divertiti sull’avanguardia dell’Urss in campo tecnologico,...