Rassegne stampa

19.10.2014

Antiga, i nuovi spazi del «carattere»

Antiga, i nuovi spazi del «carattere»

Una galleria e un auditorium alla Tipoteca di Cornuda. Per mostre e incontri con scrittori

Sulla parete ci sono 624 scatole impilate una sulle altre, ipnotiche. Dentro, nascondono oltre 40mila spartiti. Appartenevano al fondo Salvatore Siragusa: è la più grande raccolta di spartiti stampati in Italia. Dall'altro lato, un proiettore brilla sotto un tetto di travi di legno antico. Lungo la parte centrale, caratteri e stampe di ogni genere difesi in teche. È questa la Galleria della Tipoteca di Cornuda, nel Trevigiano, che sarà inaugurata oggi e fungerà da spazio espositivo per musica dal vivo, collezioni e mostre d'arte temporanee. Accanto a questa location, dalle 11 alle 19, oggi sarà possibile anche visitare il nuovo Auditorium, collocato al piano superiore stabile modernista dell'architetto tedesco Egor Kuntz:

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08.10.2014

Venetia Fragrans

Spesso è nelle piccole cose che una cultura esprime la sua grandezza, che una tradizione meglio fa conoscere il suo radicamento. Per questo l’ultimo lavoro di Ulderico Bernardi, storico, letterato e sociologo, inizia proprio da un piccolo particolare che illumina sull’influsso della cultura veneta nel mondo. L’universale “ciao” con cui, dalle antiche lettere alle attuali mail, moltissimi, italiani e non, salutano e congedano gli amici. Quattro lettere che sono l’estrema abbreviazione di un tradizionale saluto della Serenissima Repubblica Veneta: “S’ciavo vostro”. Così è stato per l’uso della forchetta sulle nostre tavole, diffuso da Venezia a partire dall’XI secolo. Ora, proprio la produzione e il consumo alimentare sono l’ultimo ridotto dell’identità culturale a cui si legano le comunità. Il libro di Bernardi è dunque...

26.09.2014

Un posto a tavola con Veronese

Nelle maestose invenzioni (non ultima quella a Monte Berico) i banchetti pieni di luce e colore diventano degli scenari teatrali

Di tanto in tanto si annida all’interno dei buoni propositi un secondo e inatteso risultato. È il caso del libro “Le fastose Cene di Paolo Veronese”, 140 pagine,  Terra Ferma edizioni, scritto da Gianni Moriani (vice direttore del Master in Cultura del Cibo e del Vino all’Università Ca’ Foscari di Venezia) in coincidenza con l’importante rassegna sul grande pittore del Cinquecento a Verona (Palazzo della Gran Guardia sino al 5 ottobre). A partire dal titolo, esso ci ricorda come non sarà mai possibile restituire in un unico itinerario espositivo la parte più grandiosa e stordente di questo formidabile ideatore di immagini, definito da Berenson “il più grande maestro di visione pittorica, come Michelangelo è il più...

26.09.2014

Il Veronese? Un gaudente raffinato

Dalla sontuosità delle “Nozze di Cana” all’irriverente “Cena in casa Levi” stroncata dall’Inquisizione

Veronese “maestro” di banchetti. Nel profluvio di celebrazioni veronesiane in corso in tutto il Veneto che hanno il fulcro nella magnifica mostra dedicata al grande pittore rinascimentale in corso alla Gran Guardia di Verona, si inserisce un libro singolare ma di grande interesse come “Le fastose cene di Paolo Veronese nella Venezia del Cinquecento» (edizioni Terra Ferma).

A curarlo è l’ideatore e vicedirettore del Master in cultura del Cibo dell’Università di Cà Foscari Gianni Moriani e l’interesse nasce innanzitutto dall’angolazione del volume. In un secolo come il Cinquecento in cui si afferma in Italia nel banchetto la nuova arte culinaria e nella Venezia del tempo essi costituiscono una precisa articolazione del potere politico...

15.09.2014

Nel Regno di Si Piuh

È un diario di viaggio che racconta un percorso di otto giorni durante i quali il piccolo Lorenzo, protagonista della storia, scopre la magia di un particolarissimo regno, che poi non è altro che la metafora di un computer. Il libro, davvero stimolante, può rappresentare un valido aiuto per un armonioso primo incontro tra bambini e informatica.

Viversani & Belli (19 settembre 2014)

08.09.2014

Il libro. Sulle orme di San Giacomo in chiese e ospitali trevigiani

Chi è quel pellegrino con il cappello a larghe falde, il bordone, la bisaccia e la conchiglia sul mantello, raffigurato nel bassorilievo nella chiesetta di Santa Lucia a Treviso? È solo una delle numerose raffigurazioni di San Giacomo che si possono trovare nelle chiese trevigiane. La città nel medioevo era luogo di passaggio di pellegrini e devoti del Santo. Sappiamo che esistevano Ospitali per l’accoglienza, cappelle a lui dedicate e immagini che lo ricordano; ma qual’era il ruolo e l’importanza di Treviso e del Veneto in quella grande epopea di devozione medievale? In questi giorni arriva “Sulle orme di San Giacomo nel Medioevo delle Venezie” (Terra Ferma ed) dove Paolo Spolaore tratteggia in un unico plastico le grandi direttrici di comunicazione, i luoghi di accoglienza e di culto, inserendoli nelle complesse dinamiche politiche, religiose ed...

08.09.2014

La ricerca. Sulle orme di San Giacomo in chiese e ospitali trevigiani

Chi è quel pellegrino con il cappello a larghe falde, il bordone, la bisaccia e la conchiglia sul mantello, raffigurato nel bassorilievo nella chiesetta di Santa Lucia a Treviso? È solo una delle numerose raffigurazioni di San Giacomo che si trovano nelle chiese trevigiane. La città nel medioevo era luogo di passaggio di devoti del Santo. Sappiamo che esistevano Ospitali per l’accoglienza, cappelle a lui dedicate e immagini che lo ricordano; ma qual’era il ruolo e l’importanza di Treviso nel Medioevo? In questi giorni Terra Ferma ha pubblicato “Sulle orme di San Giacomo nel Medioevo delle Venezie” dove l’autore, Paolo Spolaore, tratteggia le grandi direttrici di comunicazione, i luoghi di accoglienza e di culto, inserendoli nelle dinamiche politiche, religiose ed ambientali del tempo. L’autore si è incamminato sulle tracce del culto di “messer...

08.09.2014

Venetia Fragrans

Spesso è nelle piccole cose che una cultura esprime la sua grandezza, che una tradizione meglio fa conoscere il suo radicamento. Per questo l’ultimo lavoro di Ulderico Bernardi, storico, letterato e sociologo che seguiamo con attenzione fin dalle sue prime opere degli anni ’70, inizia proprio da un piccolo particolare che illumina sull’influsso della cultura veneta nel mondo. L’universale “ciao” con cui, dalle antiche lettere alle attuali mail, moltissimi, italiani e non, salutano e congedano gli amici. Quattro lettere che sono l’estrema abbreviazione di un tradizionale saluto della Serenissima repubblica veneta: “S’ciavo vostro”. Così è stato per l’uso della forchetta sulle nostre tavole, diffuso da Venezia a partire dall’XI secolo. Ora, proprio la produzione e il consumo alimentare sono, ci insegna Bernardi, l’ultimo ridotto...

24.07.2014

Il frammento di Postioma di apocrifo cristiano in lingua volgare del secolo XIV

Nella vacchetta di prete Leonardo, pievano di Postioma (1389-1410) e notaio, sono conservati, oltre ai suoi atti, anche altri documenti di diversa natura scritti non da lui, ma da persone di cui si ignora il nome e la provenienza. In questo volume viene presentata l’edizione di due testi di notevole interesse: un frammento in lingua volgare della fine del secolo XIV di apocrifo cristiano antico, riconducibile al Vangelo apocrifo dello Pseudo-Matteo, ed una lauda-ballata in onore di San Giovanni Battista. L’edizione è preceduta da una indagine storico-critica su ambedue i testi ed è seguita da una ricerca sulla pieve di Postioma nei secoli XIII-XIV. La conoscenza dell’ambiente in cui prete Leonardo fu attivo come parroco e come notaio può aiutare a comprendere i motivi della presenza in un villaggio della campagna trevigiana di due importanti testi,...

25.06.2014

Prigov, l’arte è (davvero) totale. Star e provocatore sulle orme di Warhol e Piero Manzoni

È possibile scrivere versi su un poliziotto? Dmitrij Aleksandrovic Prigov (1940-2007) ci ha provato. «Dappertutto puoi vedere il Poliziotto / E da Oriente puoi vedere il Poliziotto / Da sud pure puoi vedere il Poliziotto / E dal mare puoi vedere il Poliziotto / E dal cielo puoi vedere il Poliziotto / e anche da sottoterra ... / ma poi mica a noi si cela»: ecco alcuni versi, tradotti da Alessandro Niero, nel 2011, per le edizioni Terra Ferma. Il poliziotto, naturalmente, era l’espressione del potere sovietico. «Inserire quel protagonista in poesia era come invitare un poliziotto ad una serata letteraria clandestina. I poeti dell’underground idolatravano l’Achmatova, Mandel’stam, leggevano sino alla nausea il raffinato Brodskij. E qui, un poliziotto. Che schifo! Il vero poeta passava accanto ai poliziotti quasi di corsa, come accanto ai cartelloni...