Eventi

14.03.2019

Venetian trade beads, mostra a Zara

Dal 14 marzo al 30 aprile 2019, presso il MAS (Muzej Antickog Stakla-Museo del Vetro Antico) di Zara si terrà la mostra “Venetian trade beads. A. Panini collection, Venecijanske trgovinske perle. Kolekcija A. Panini”.

Della collezioni Panini, Antiga edizioni ha pubblicato il volume “Il mondo in una perla di vetro”, disponibile anche nell’edizione inglese “The world in bead”.

 

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14.03.2019

Presentazione del volume “Treviso urbs picta”

Giovedi 14 marzo alle ore 20:30

presso la sala consiliare del Municipio di Susegana (TV)

il progetto di ricerca, la banca dati e il libro della Fondazione Benetton Studi Ricerche: Treviso urbs picta. Facciate affrescate della città dal XIII al XXI secolo: conoscenza e futuro di un bene comune, a cura di Rossella Riscica e Chiara Voltarel, Treviso 2017 (216 pp., 280 illustrazioni, mappa allegata, pubblicato anche in inglese e distribuito in commercio dal coeditore Antiga Edizioni) viene presentato alla cittadinanza in un incontro pubblico organizzato dal Comune di Susegana.

Intervengono, con  le due curatrici di questo lavoro collettivo, i due fotografi Arcangelo Piai e Corrado Piccoli, autori della campagna fotografica dedicata dalla Fondazione al centro storico di Treviso.

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Rassegna Stampa

14.01.2019

Dentro la fabbrica dei libri

(Marisa Fumagalli, “Corriere della Sera”, 14 gennaio 2019)

Nel Trevigiano una famiglia di tipografi salva gli strumenti di un’arte antica

Fra i ricordi dei giornalisti “in età” si usa citare il ticchettio della macchina per scrivere; ma alla mente del redattore torna anche il passaggio serale in tipografia, luogo rumoroso e magico, governato dal “proto”, il capo-operaio che distribuiva il lavoro fra lo sferragliare delle linotype. Andando a memoria, negli Anni ’70 (inizi della professione) affiora il nome di un certo Asiani, ai nostri occhi un proto formidabile del rifilo, cioè nel far “saltare” le ultime righe di piombo, quando il taglio del testo dell’articolo era necessario prima di comprimere i fogli sul cliché: flashback nella tipografia del Palazzo dei Giornali (Milano, piazza Cavour). Chiusa l’era Gutenberg del piombo a caldo, venne la fotocomposizione a freddo. Preistoria per i giovani giornalisti.

Tant’è. L’uso del computer ha rimosso il passato glorioso? No. E non è successo per merito di chi, con passione e lungimiranza, ha mantenuto vivo quel mondo che non c’è più. Sintesi banale di un volume stupendo: Tipoteca. Una storia italiana. Omaggio all’arte della tipografia e alla storia della Fondazione privata voluta da cinque fratelli Antiga, titolari dell’omonima azienda grafica, mezzo secolo compiuto nel 2018. Da Grafiche Antiga, inoltre, è scaturito il Museo della Stampa e del Design tipografico. Un gioiello imprenditoriale e culturale che si trova nel cuore dell’operoso Nordest, a Cornuda, frazione di Crocetta del Montello (Treviso). (altro…)

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23.12.2018

Tipografia, finalmente hai trovato la tua casa

Cosa c’è dietro un libro? Un autore, un’idea, un editore, certo, ma anche tecnologia, capacità, rischio, ossessione, meticolosità, bisogno di esprimersi, comunicazione. Ma, sempre, passione; dietro ogni libro ci sono storie, storie di uomini. Ecco perché questo libro – bellissimo – parte con il piede giusto. I fratelli Antiga (Franco, Silvio, Mario, Carlo e Maria Antonietta) iniziano con un ricordo. «L’8 agosto 1968, a Padova, comprammo una piccola macchina da stampa d’occasione, due banconi di caratteri e un tagliacarte verde chiaro con un grande volano che veniva azionato manualmente. Nostro padre, all’epoca, era appena andato in pensione; con un gesto che ancora oggi ci commuove, non esitò a ipotecare la modesta casa di famiglia, suo unico avere, per consentire ai figli l’avviamento del minuscolo laboratorio». Sarebbe diventato le Grafiche Antiga, segno nobile della tipografia italiana e non solo: un’impresa da caso di studio. Ma tutto, l’innovazione, la qualità, la voglia di far meglio, parte da lì. E, ora, trova degna chiusura del cerchio: «Questo libro sintetizza la passione e i sacrifici sostenuti per amore e riconoscenza verso il nostro mestiere». Questa frase, che chiude la prefazione, andrebbe scolpita a caratteri capitali in ogni impresa, e, massimamente, quelle che hanno a che fare con il libro. Passione, sacrifici, amore, riconoscenza, mestiere. Non c’è, davvero, bisogno d’altro.
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