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Eventi

15.05.2022

Antiga Edizioni al Salone Internazionale del Libro Torino (19–23 maggio 2022)

Cara lettrice e caro lettore,

Cuori Selvaggi è il titolo della XXXIV edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino (19–23 maggio 2022), che si tiene ogni anno al Lingotto Fiere della città, dove si riunisce tutta la filiera del libro, protagonista imprescindibile della promozione e divulgazione della cultura intesa nel suo più alto ruolo sociale.

La redazione di Antiga Edizioni ti aspetta per presentarti le sue novità editoriali presso lo Stand Editori Veneti (Padiglione Oval – W126) e per conoscere di persona autori, storici dell’arte, artisti e imprenditori che hanno contribuito ad arricchire il nostro quotidiano con i loro straordinari lavori: dall’arte alla fotografia, dalla letteratura alla storia del design d’impresa.

Queste le presentazioni che abbiamo in programma al Salone del Libro, in collaborazione con Patrimoni d’Arte e Museimpresa – Lavazza.
Prendi nota e passa a trovarci!

Approfondimenti

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07.05.2022

Inaugurazione mostra “La realtà non dovrebbe esistere” di Daniele Cima

Mostra a cura di
Eugenio Alberti Schatz

Tipoteca Galleria
7 maggio–18 giugno 2022

Inaugurazione
Sabato 7 maggio 2022 ore 17

Presentazione di Daniele Cima con Clara Tosi Pamphili

Ingresso alla mostra € 5,00

Con il sostegno di Grafiche Antiga / Imaging Pro

Per informazioni 0423 86338 /eventi@tipoteca.it

«Se la realtà avesse una coscienza, forse la smetterebbe di essere così insistente. Quella di Daniele Cima è la provocazione di un ribelle che arriva a sfidare l’imposizione ultima, quella a cui nessuno sfugge: il dato di realtà. Esiste sempre un’altra possibilità, ci suggerisce l’artista, fosse anche solo quella di rovesciare l’ovvio per il gusto di farlo». Con queste parole, il curatore Eugenio Alberti Schatz ci introduce nelle policrome opere “tipoartistiche” di Daniele Cima, presentate al pubblico nella mostra “La realtà non dovrebbe esistere”, che Tipoteca ospita a partire da sabato 7 maggio (fino al 18 giugno).
Profondo conoscitore del mondo della comunicazione e dell’arte, l’artista designer Cima ha scelto di dare peso all’essenza delle parole partendo dalla superficie, vale a dire dalla loro forma leggibile. Da funambolo del pensiero e assiduo frequentatore dei linguaggi artistici, si diverte a smontare tutti i luoghi comuni dai quali siamo frastornati, per aprire lo sguardo della mente attraverso pensieri, dubbi, frasi composte con un rigore selettivo che sconfina nel gioco.

La mostra di Tipoteca suggella quasi un ritorno “a casa” delle opere di Cima. L’artista da sempre si confronta e si esprime con la tipografia, la esibisce e con essa plasma la sostanza della sua ricerca artistica. Quale luogo più appropriato di un museo del carattere? Protagoniste indiscusse della mostra sono le sue creazioni tipoartistiche: alle pareti troviamo l’installazione site specific che dà il titolo alla mostra, e opere dei cicli Upcycled Words (2016), Rysing Donckey (2018), Artphabet, Ritratti Fiscali (2021) e Manzò (2022). Ma, quasi da controcanto alle opere esibite, nelle teche ci sarà una selezione di libri che diventano un avamposto della sua biblioteca, che ci porta nel backstage della ricerca artistica. Una mostra quindi da godere con gli occhi, per lasciarsi inondare di colori e di caratteri abbinati con magistrale sensibilità tipografica, che ripropone il sodalizio tra Daniele Cima ed Eugenio Alberti Shatz, quest’ultimo già curatore del volume Coming Out, pubblicato nel 2021 da Antiga Edizioni.

 

Approfondimenti

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Rassegna Stampa

21.04.2022

Mostra al Museo del Bijou (CR): “Vetro. Gioielli italiani tra ‘800 e ‘900”

Sabato 23 aprile alle ore 15.30 si inaugura la mostra “Vetro. Gioielli italiani tra ‘800 e ‘900”, a cura di Bianca Cappello e Augusto Panini, presso il Museo del Bijou – Casalmaggiore (CR).

Esposizione aperta al pubblico fino a domenica 9 ottobre 2022.

Per informazioni: 0375 284424 205344 – www.museodelbijou.it 

L’Onu ha dichiarato il 2022 “Anno Internazionale del Vetro” e la mostra “Vetro. Gioielli italiani tra ‘800 e ‘900”, grazie al suo tributo storico e artistico, assume grande rilievo riassumendone l’importanza. Attraverso una minuziosa ricerca e un’accurata selezione di oltre 300 pezzi tra gioielli d’autore e documenti d’epoca, si rivela l’affascinante evoluzione dello stile, del costume e della società italiana negli ultimi due secoli. In mostra sarà possibile ammirare lunghi e colorati sautoir di inizio secolo, bracciali in stile Decò di murrine millefiori, gioielli in micro mosaico romano realizzati per il Grand Tour, grandi collier multifilo e collarette realizzate con minuscole conterie da abbinare agli abiti da cocktail sartoriali degli anni Sessanta. Sarà possibile lasciarsi affascinare dai numerosi orecchini a bouquet degli anni Cinquanta, dai bijoux dei figli dei fiori ispirati ai nativi americani, dai grandi cristalli degli anni Ottanta, e anche dalle creazioni più sperimentali dei grandi designer e artisti di fine Millennio. Il vetro, caleidoscopico e multiforme, è da sempre apprezzato perché capace di assumere sembianze e colori della natura e anche di spingersi oltre, trasformandosi in un qualcosa di tendenzialmente nuovo, frutto dell’ingegno e della capacità creativa dell’essere umano. Prima dell’avvento dei materiali plastici, il vetro era considerato il materiale per eccellenza nella creazione di gioielli, una sorta di simbolo dell’evoluzione sociale della donna: da angelo del focolare a flapper, da signorina della buona società a donna in carriera, da figlia dei fiori a eterea minimalista. Il vetro artificiale è un materiale difficile da ottenere e da lavorare tanto che nella storia era considerato un segreto di pochi maestri e per tale motivo da essi gelosamente conservato. Tra Ottocento e Novecento, a seguito del processo di industrializzazione, il vetro ha diversificato la sua identità: da una parte un prodotto di finissimo e altissimo artigianato oggetto di sperimentazione tecnica e artistica per gioielli di lusso e ricercati; dall’altra un articolo industriale per il grande pubblico usato in gioielli a basso costo.

“Agli inizi del XX secolo la perla di vetro diventa accessorio indispensabile nell’abbigliamento elegante e seducente della donna moderna” – dice Augusto Panini – “e si riappropria di quel fascinosissimo ruolo avuto nel corso dei secoli, da Cleopatra a Elisabetta Gonzaga”. “Dalla preistoria a oggi, il gioiello di vetro è stato capace di muoversi al passo con il linguaggio, l’ingegno e l’estetica della società riuscendo sempre a raccontarla e a mostrarne le caratteristiche” aggiunge Bianca Cappello. “Il vetro nel gioiello è ‘fragile e indistruttibile’ al tempo stesso, è un materiale che racconta l’altissimo livello raggiungibile con l’artigianato artistico e che, negli ultimi due secoli, è entrato da protagonista nei gioielli del Sistema Moda, così come nel Gioiello di Ricerca e in quello di Design”.

Il catalogo della mostra, a cura di Bianca Cappello e Augusto Panini, è Gioielli di Vetro dalla Preistoria al III Millennio, edito da Antiga Edizioni (prezzo di copertina euro 39,00).

Approfondimenti

08.02.2022

Esposizione temporanea “Motus Animi Continuus”

Sabato 12 febbraio alle ore 12, presso la Sala Coletti del Museo Santa Caterina di Treviso, si presenta il libro e si inaugura la mostra fotografica da titolo Motus Animi Continuus del fotografo Daniele Macca. 
La mostra sarà aperta al pubblico fino a domenica 6 marzo 2022, dal martedì alla domenica, ore 10.00–18.00 (ingresso gratuito). 
“Ci sono passioni forti, come quella del calcio, e altre che invece pretendono il silenzio, come la fotografia, muta per la sua natura tecnologica e identità estetica. La fotografia, paradossalmente, è misteriosa, nonostante il suo realismo. È ambigua in modo subdolo e spesso pretende e sollecita di essere decifrata come un rebus”.
Le parole di Italo Zannier ben introducono al viaggio nei moti dell’anima del fotografo Daniele Macca. Un’indagine che racconta in un’intimità suadente e silenziosa di paesaggi, luoghi, persone rivelandone un’identità quotidiana originale e talvolta sorprendente.
“Motus animi continuus” è un impulso creativo che accompagna e trascina l’artista. A esso, secondo Cicerone citato da Thomas Mann in “La morte a Venezia”, risale il nutrimento dell’eloquenza e, per esteso, di ogni arte.
Il libro e la mostra si sviluppano in tre percorsi: Venetia, Effigies e Architectura.
Venezia, la città sospesa tra cielo e terra, si scopre con un’inedita bellezza, lontana dai luoghi comuni, capace di stupire e incuriosire grazie a uno sguardo mai banale e assolutamente rispettoso del suo delicato equilibrio. Si popola di una vita dolce e melanconica, dove il vociare si perde e si attenua nella delicatezza del bianco e nero e nella magia dei colori.
I ritratti si fanno storie: ogni volto ripercorre vite catturando forza, energia ed emozioni racchiuse nell’espressione fermata in un istante.
L’architettura è il connubio di geografia, storia e immaginazione unite in uno spazio che supera la sua fisicità per diventare un gioco di linee, luci e ombre.
Un ringraziamento particolare al professore e storico della fotografia Italo Zannier che ha curato la prefazione, a Marzio Favero, Adriano Favaro e Enzo Favero per i testi. Si ringrazia il sindaco di Treviso Mario Conte, Lavinia Colonna Preti assessore ai beni culturali e il dirigente del settore Musei-Biblioteche e Cultura-Turismo Fabrizio Malachin.

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