Eventi

05.10.2019

Presentazione del volume “Piccolo lessico della diversità”

Fondazione Benetton Studi Ricerche e Antiga Edizioni partecipano anche quest’anno con le loro pubblicazioni alla 17ᵃ edizione di “Libri in Cantina” sabato 5, ore 14–19.30, e domenica 6 ottobre, ore 10–19.30 (Sala Rambaldo VIII, 1° piano del castello).

Sabato 5 alle 18.30, nella Sala della Biblioteca, sarà presentato Piccolo lessico della diversità, volume a cura di Marco Aime e Davide Papotti, pubblicato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche con Antiga Edizioni.
Ne parlerà Luigi Marfè (storico della letteratura, Università di Padova, autore, nel volume della “voce” Viaggio e Racconto) con Patrizia Boschiero (responsabile edizioni della Fondazione).

28.09.2019

Presentazione dei volumi “I Disertori di Ronchi” e “Zio Riccardo”

Sabato 28 settembre 2019, alle ore 17:30

presso l’Auditorium della Provincia di Treviso, in via Cal di Breda 116 (Treviso) si terrà la presentazione dei volumi editi da Antiga Edizioni:

I Disertori di Ronchi” di Riccardo Frassetto, ristampa anastatica dell’originale del 1926 scritto dal Primo dei Sette Giurati di Ronchi

Zio Riccardo, La vita, la storia, le imprese” a cura di Franca, Renzo e Giorgio Frassetto.

Interverranno: Leopoldo Miorin, Consigliere provinciale alla cultura; Bruno De Donà, giornalista, storico e scrittore; Carolina Sala e Federico Gerhardinger leggeranno alcuni estratti del libro.

Accompagnamento musicale a cura dell’Istituto Musicale Benvenuti di Conegliano.

Brindisi finale.

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Rassegna Stampa

14.01.2019

Dentro la fabbrica dei libri

(Marisa Fumagalli, “Corriere della Sera”, 14 gennaio 2019)

Nel Trevigiano una famiglia di tipografi salva gli strumenti di un’arte antica

Fra i ricordi dei giornalisti “in età” si usa citare il ticchettio della macchina per scrivere; ma alla mente del redattore torna anche il passaggio serale in tipografia, luogo rumoroso e magico, governato dal “proto”, il capo-operaio che distribuiva il lavoro fra lo sferragliare delle linotype. Andando a memoria, negli Anni ’70 (inizi della professione) affiora il nome di un certo Asiani, ai nostri occhi un proto formidabile del rifilo, cioè nel far “saltare” le ultime righe di piombo, quando il taglio del testo dell’articolo era necessario prima di comprimere i fogli sul cliché: flashback nella tipografia del Palazzo dei Giornali (Milano, piazza Cavour). Chiusa l’era Gutenberg del piombo a caldo, venne la fotocomposizione a freddo. Preistoria per i giovani giornalisti.

Tant’è. L’uso del computer ha rimosso il passato glorioso? No. E non è successo per merito di chi, con passione e lungimiranza, ha mantenuto vivo quel mondo che non c’è più. Sintesi banale di un volume stupendo: Tipoteca. Una storia italiana. Omaggio all’arte della tipografia e alla storia della Fondazione privata voluta da cinque fratelli Antiga, titolari dell’omonima azienda grafica, mezzo secolo compiuto nel 2018. Da Grafiche Antiga, inoltre, è scaturito il Museo della Stampa e del Design tipografico. Un gioiello imprenditoriale e culturale che si trova nel cuore dell’operoso Nordest, a Cornuda, frazione di Crocetta del Montello (Treviso). (altro…)

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23.12.2018

Tipografia, finalmente hai trovato la tua casa

Cosa c’è dietro un libro? Un autore, un’idea, un editore, certo, ma anche tecnologia, capacità, rischio, ossessione, meticolosità, bisogno di esprimersi, comunicazione. Ma, sempre, passione; dietro ogni libro ci sono storie, storie di uomini. Ecco perché questo libro – bellissimo – parte con il piede giusto. I fratelli Antiga (Franco, Silvio, Mario, Carlo e Maria Antonietta) iniziano con un ricordo. «L’8 agosto 1968, a Padova, comprammo una piccola macchina da stampa d’occasione, due banconi di caratteri e un tagliacarte verde chiaro con un grande volano che veniva azionato manualmente. Nostro padre, all’epoca, era appena andato in pensione; con un gesto che ancora oggi ci commuove, non esitò a ipotecare la modesta casa di famiglia, suo unico avere, per consentire ai figli l’avviamento del minuscolo laboratorio». Sarebbe diventato le Grafiche Antiga, segno nobile della tipografia italiana e non solo: un’impresa da caso di studio. Ma tutto, l’innovazione, la qualità, la voglia di far meglio, parte da lì. E, ora, trova degna chiusura del cerchio: «Questo libro sintetizza la passione e i sacrifici sostenuti per amore e riconoscenza verso il nostro mestiere». Questa frase, che chiude la prefazione, andrebbe scolpita a caratteri capitali in ogni impresa, e, massimamente, quelle che hanno a che fare con il libro. Passione, sacrifici, amore, riconoscenza, mestiere. Non c’è, davvero, bisogno d’altro.
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