Eventi

04.12.2019

Più libri più liberi, 100 sguardi sul Veneto

Anche quest’anno saremo presenti a

Più libri più liberi

Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria

4-8 dicembre

La Nuvola – Roma

Saremo ospiti assieme agli Editori del Veneto presso lo stand della Regione Veneto

STAND L01 – M01

 

Giovedì 5 dicembre, alle ore 18:00

presenteremo il volume “100 sguardi sul Veneto”

modera l’incontro Francesco Verderami

intervengono

Cristiano Corazzari, Assessore alla Cultura della Regione Veneto

Pamela Ferlin, Curatrice del libro

Andrea Simionato, Antiga Edizioni

 

13.12.2019

Presentazione del libro “Venezia nell’agro opitergino”

Venerdì 13 dicembre alle 18:30

presso Palazzo Foscolo

via Garibaldi 65, Oderzo

si terrà la presentazione del volume

“Venezia nell’agro opitergino. Il dialogo col paesaggio e la devozione degli artisti, degli intellettuali e della nobiltà imprenditoriale”

a cura di Cristina Vendrame
corredo fotografico di Pietro Casonato
con contributi di Giuliano Ros

saluti istituzionali
Maria Scardellato Sindaco del Comune di Oderzo
Edda Battistella Regione del Veneto – Assessorato alla Cultura

saranno presenti
Giovanni Carlo Federico Villa, Storico dell’arte
Andrea Simionato, Antiga Edizioni

Approfondimenti

Invito presentazione

Rassegna Stampa

14.01.2019

Dentro la fabbrica dei libri

(Marisa Fumagalli, “Corriere della Sera”, 14 gennaio 2019)

Nel Trevigiano una famiglia di tipografi salva gli strumenti di un’arte antica

Fra i ricordi dei giornalisti “in età” si usa citare il ticchettio della macchina per scrivere; ma alla mente del redattore torna anche il passaggio serale in tipografia, luogo rumoroso e magico, governato dal “proto”, il capo-operaio che distribuiva il lavoro fra lo sferragliare delle linotype. Andando a memoria, negli Anni ’70 (inizi della professione) affiora il nome di un certo Asiani, ai nostri occhi un proto formidabile del rifilo, cioè nel far “saltare” le ultime righe di piombo, quando il taglio del testo dell’articolo era necessario prima di comprimere i fogli sul cliché: flashback nella tipografia del Palazzo dei Giornali (Milano, piazza Cavour). Chiusa l’era Gutenberg del piombo a caldo, venne la fotocomposizione a freddo. Preistoria per i giovani giornalisti.

Tant’è. L’uso del computer ha rimosso il passato glorioso? No. E non è successo per merito di chi, con passione e lungimiranza, ha mantenuto vivo quel mondo che non c’è più. Sintesi banale di un volume stupendo: Tipoteca. Una storia italiana. Omaggio all’arte della tipografia e alla storia della Fondazione privata voluta da cinque fratelli Antiga, titolari dell’omonima azienda grafica, mezzo secolo compiuto nel 2018. Da Grafiche Antiga, inoltre, è scaturito il Museo della Stampa e del Design tipografico. Un gioiello imprenditoriale e culturale che si trova nel cuore dell’operoso Nordest, a Cornuda, frazione di Crocetta del Montello (Treviso). (altro…)

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23.12.2018

Tipografia, finalmente hai trovato la tua casa

Cosa c’è dietro un libro? Un autore, un’idea, un editore, certo, ma anche tecnologia, capacità, rischio, ossessione, meticolosità, bisogno di esprimersi, comunicazione. Ma, sempre, passione; dietro ogni libro ci sono storie, storie di uomini. Ecco perché questo libro – bellissimo – parte con il piede giusto. I fratelli Antiga (Franco, Silvio, Mario, Carlo e Maria Antonietta) iniziano con un ricordo. «L’8 agosto 1968, a Padova, comprammo una piccola macchina da stampa d’occasione, due banconi di caratteri e un tagliacarte verde chiaro con un grande volano che veniva azionato manualmente. Nostro padre, all’epoca, era appena andato in pensione; con un gesto che ancora oggi ci commuove, non esitò a ipotecare la modesta casa di famiglia, suo unico avere, per consentire ai figli l’avviamento del minuscolo laboratorio». Sarebbe diventato le Grafiche Antiga, segno nobile della tipografia italiana e non solo: un’impresa da caso di studio. Ma tutto, l’innovazione, la qualità, la voglia di far meglio, parte da lì. E, ora, trova degna chiusura del cerchio: «Questo libro sintetizza la passione e i sacrifici sostenuti per amore e riconoscenza verso il nostro mestiere». Questa frase, che chiude la prefazione, andrebbe scolpita a caratteri capitali in ogni impresa, e, massimamente, quelle che hanno a che fare con il libro. Passione, sacrifici, amore, riconoscenza, mestiere. Non c’è, davvero, bisogno d’altro.
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