Di roccia, come le montagne su cui si muovono rapidi di giorno e di notte. Di cuore, come i sentimenti, spesso celati da un’indole concreta e riservata, che li spingono a partire per correre in aiuto di chi sia in difficoltà, ferito, smarrito. I ricordi di 140 soccorritori sono racchiusi in 58 racconti, due per ciascuna delle Stazioni che dal 1954 sono entrate a far parte del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, servizio regionale del Veneto. Attraverso la loro narrazione vengono ripercorsi gli interventi che in questi sette decenni li hanno segnati nel profondo, vicende conclusesi nella felicità di una guarigione, nella gioia di un ritrovamento, come nel dolore di una perdita. Nelle parole dei protagonisti, sia storici componenti che soccorritori attuali, emergono gli stati d’animo, la fatica, la determinazione nel cercare di risolvere le situazioni difficili che coinvolgono gli abitanti e i frequentatori delle terre alte, dalle Dolomiti al Monte Baldo, dai Colli Euganei all’Altopiano dei Sette Comuni.
Un’opera definitiva, in lingua inglese, che raccoglie e analizza oltre quarant’anni di canzoni di Madonna: più di 500 brani raccontati nei particolari, con centinaia di foto a colori e numerose rivelazioni inedite. Include citazioni dalle interviste di Madonna e interviste esclusive dell’autore con i suoi collaboratori. Elegante volume di 700 pagine, acclamato dai fan più esigenti (media recensioni 4,8/5), è stato definito da molti “la bibbia musicale di Madonna, un must per tutti i suoi fan!” Un regalo di Natale perfetto per tutti gli amanti di pop music.
Giulio Mazzoleni è un artista musicale internazionale, manager, consulente mediatico e organizzatore di eventi culturali con sede a Milano. Con un’esperienza di 15 anni come responsabile marketing e promozione dell’industria discografica, ha lavorato con molti artisti e su molti dischi, tra cui MDNA e Rebel Heart di Madonna.
The ultimate, English language book that collects and analyzes over forty years of Madonna’s music: more than 500 songs described in detail, with hundreds of color photos and numerous previously unpublished revelations. Includes quotes from Madonna interviews and exclusive interviews of the author with her collaborators. This elegant 700-page volume, acclaimed by the fan base (average review score 4.8/5), has been called by many “Madonna’s musical bible, a must-have for all her fans!” A perfect Christmas gift for all pop music lovers.
Giulio Mazzoleni is a Milan-based international music artist manager, media-consultant and cultural-events-planner. With a background of 15 years in the recording industry, he has worked with many artists and on many records, including Madonna’s MDNA and Rebel Heart.
Con Valerio Geraci attraversiamo l’America rurale dove gli echi della Beat Generation si riversano sull’asfalto rovente insieme ai resti del sogno americano. Il libro presenta una selezione di immagini a colori in medio formato e i diari on the road raccolti dal fotografo siciliano dal 2016. Al volante, Geraci disegna una mappa intima degli Stati Uniti, una fascinazione e un desiderio coltivati sin dall’infanzia attraverso il cinema, la letteratura e la musica come tante visioni di stelle cadenti. Un repertorio di incontri casuali, paesaggi innocui, liriche provinciali e frammenti di bellezza catturati su pellicola. E poi c’è Brady, un paesino remoto del Nebraska, dove Geraci spegne il motore, instaurando nel corso degli anni una profonda amicizia con James e la sua famiglia. American Eden è una guida all’America marginale, nascosta, ignorata, nostalgica, ma ancora meravigliosa. È un’ode al viaggio e al tramonto come orizzonte infinito, mentre le luci calano sulla grande frontiera. Il tutto è accompagnato dai saggi della storica della fotografia Rachel Sailor, del critico e collezionista Dionisio Gavagnin e del curatore Steve Bisson.
With Valerio Geraci we traverse rural America where the echoes of the Beat Generation spill onto the scorching asphalt alongside the remnants of the American Dream.The book features a selection of medium-format, color images and diaries collected on the road by the Sicilian photographer since 2016. At the wheel, Geraci draws an intimate map of the United States, a fascination and longing nurtured since childhood through cinema, literature, and music like so many visions of falling stars. A repertoire of chance encounters, harmless landscapes, provincial lyrics, and fragments of beauty captured on film. And then there is Brady, a remote town in Nebraska, where Geraci turns off the engine, forging over the years a deep friendship with James and his family. American Eden is a guide to marginal, hidden, ignored, nostalgic, yet still wondrous America. It is an ode to the journey and to the sunset as an endless horizon, as the lights fade on the great frontier. The book includes essays from photography historian Rachel Sailor, critic and collector Dionisio Gavagnin, and the curator Steve Bisson.
Il catalogo è dedicato all’ingresso della collezione dell’ambasciatore Paolo Galli nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe della Fondazione Musei Civici di Venezia. Si tratta di 216 fogli di maestri italiani dal Cinquecento al Novecento: considerata la qualità gli esemplari, la varietà di tecniche e tipologie, il numero di artisti documentati (dai più rari petits-maîtres ai nomi più celebri) per l’istituzione è la più importante aggiunta nel campo della grafica degli ultimi cinquant’anni. Oltre ai nomi classici dei maestri veneziani del Settecento, come Giambattista e Giandomenico Tiepolo, Giambattista Piazzetta, Antonio e Francesco Guardi, Gaspare Diziani, Francesco Fontebasso, la collezione è dedicata soprattutto ai pittori italiani delle altre scuole, in particolare quelle bolognese, romana e fiorentina. Per la prima volta entrano così nelle raccolte Agostino Carracci, il Cavalier d’Arpino, Giovanni Baglione, il Figino, Giorgio Vasari, Francesco Vanni e molti altri. Ma non solamente antichi maestri: vi sono anche testimonianze del Novecento italiano, con Cadorin, Cagli, Mafai, Severini, Sironi, Vedova, a documentare quanto più possibile la storia della grafica italiana. Si tratta di una collezione “colorata”, quasi a sfatare i più tradizionali luoghi comuni sulla grafica. Anche l’osservatore meno attento rimarrà sorpreso davanti alle carte preparate e alla varietà delle tecniche: matite, gessetti, inchiostri di ogni tonalità, acquerelli.
Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano (10 ottobre 2024 – 14 gennaio 2025)
Guido Moro, un mondo poetico raffinato e intensamente vissuto, fatto di levigatezze, di fiori sbocciati all’improvviso nelle notti di primavera. Le sue composizioni sono ancorate di frequente all’apparizione di visioni semplici, come la maestà del sole e il silenzio del mare solcato da una barca intrisa di azzurro. Guido Moro riesce a cogliere i singoli atti del vissuto con mirabile capacità di sintesi e di canto, anche osservando una vecchia fotografia un po’ sbiadita, che conserva tuttavia la verità di una compiutezza interiore intensamente perseguita e talvolta raggiunta, attraversata da inesauribili trasparenze e vibrazioni. Ma ad imporsi non può essere che il riferimento alla pienezza dell’amore vissuto senza limiti e che per questo non si spegne, non può morire, perché è vicino a quello dei sognatori, anche si trovano ad essere un po’ confusi e magari un po’ soli.
Guido Moro, avvocato civilista, svolge la propria professione a Treviso. Interessato alle problematiche di soggetti incapaci, ha collaborato con la rivista «Mobilità» e ha fatto parte del Collegio Probiviri dell’Associazione Nazionale Italia – Austria (Sezione Veneto). Amante dell’arte e in particolare della pittura, è autore di testi su noti pittori contemporanei. Ha fatto parte del Consiglio Direttivo dell’Associazione Culturale Paolo Rizzi nel triennio 2012-2014. Attualmente è Vice Presidente dell’Associazione Eventi Artistici Treviso.
La costruzione della Superstrada Pedemontana Veneta è un’occasione per osservare e conoscere il territorio che attraversa, costruendone una nuova immagine. Questo ampio spazio intermedio tra le Prealpi e la pianura con la fascia delle risorgive, viene descritto per raccontare la varietà di fenomeni che lo stanno profondamente cambiando rispetto al passato. La Pedemontana Veneta, nonostante la continuità geografica, comprende sistemi territoriali notevolmente variegati, diverse vocazioni produttive e differenti caratteristiche morfologiche e insediative.
La Superstrada viene raccontata come un itinerario tra paesaggi mirabili, dove i caselli diventano inedite porte di accesso a luoghi turistici e a nuovi spazi plasmati radicalmente dalla presenza di tradizionali, ma anche rinnovate, produzioni manifatturiere e agricole.
La storia di un territorio attraverso le testimonianze di coloro che l’hanno abitato dal Paleolitico ad oggi: il paesaggio, i nomi dei luoghi, i resti dei castelli medioevali e degli opifici, gli antichi borghi, le ville, le chiese, i fiumi, i monumenti, le strade, le trincee e le tante opere d’arte, che ne fanno un grande museo diffuso. È la cosiddetta Pedemontana del Grappa, delimitata da due grandi fiumi – il Brenta e il Piave – che comprende la parte collinare a sud del monte “sacro alla Patria” e continua in pianura fino all’antica via Postumia, che collegava Genova con Aquileia. Attraverso una vasta e aggiornata iconografia – risultato di una recentissima campagna fotografica – e una serie di saggi e approfondimenti affidati a chi questo territorio lo vive, lo conosce, lo studia da decenni, questo volume mira a far conoscere le radici antiche alla base dello sviluppo di una delle zone attualmente più prospere d’Italia, e, se la Storia può insegnare qualcosa, potrà indicare anche le strade per il futuro.
Alla periferia di una grande, anonima città è arrivato il circo. Ha piantato le tende in un prato spelacchiato dove tra erba e sassi trovano posto le corse, le grida, i giochi dei bambini che abitano negli allampanati palazzoni che svettano ai margini dell’abitato. Così, come ogni sera, prende il via lo spettacolo più stravagante, pasticcione e maldestro che voi possiate immaginare. E, poi e come sempre, si riparte verso nuovi paesi, incontro a nuovi prodigi. Grandi e piccini si sono ancora una volta divertiti senza essere abbagliati da troppe luci, senza essere spaventati da animali feroci. Un coniglio, un cane e una capra bastano per fare festa. Il Circo Maldestri è un piccolo, modesto circo che però sa regalare, a un modico prezzo, generose, ricche risate. Se potete, aprite il tendone ed entrate!
Alfredo Stoppa, per più di 25 anni libraio, in pochi anni conquista uno spazio di rilievo nell’ambito dell’editoria per ragazzi e ottiene numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali: sette volte vincitore del Premio Andersen nazionale. Come autore ha all’attivo una cinquantina di libri pubblicati in Italia e all’estero. Tiene corsi di scrittura per insegnanti e laboratori per bambini e ragazzi.
Pochi artisti tra XIX e XX secolo possono vantare un costante interesse verso le loro opere come il viennese Gustav Klimt, figura di spicco che ha rivoluzionato il mondo delle arti figurative. Il volume rilegge la sua opera attraverso documenti artistici, che mettono in scena, grazie a un elaborato procedimento a stampa, i capolavori pittorici e grafici klimtiani, e che la critica ha considerato solo marginalmente. Le tre cartelle: Hugo Heller (Das Werk von Gustav Klimt, 1918), Gilhofer & Ranschburg (Gustav Klimt. Fünfundzwanzig Handzeichnungen, 1919), Max Eisler (Gustav Klimt. Eine Nachlese, 1931) sono la dimostrazione dell’ininterrotta attrazione esercitata dall’opera klimtiana.
La qualità grafica delle riproduzioni in collotipia raggiunta dalla Tipografia di Stato austriaca esalta il valore estetico di questi fogli e delle cartelle a tiratura limitata che li contengono e dimostra quanta importanza essi abbiano per la ricezione dell’artista. Il volume non intende solo presentare i capolavori del grande artista mitteleuropeo, ma anche far conoscere e valorizzare dei prodotti artistici di straordinaria fattura, summa di squisita eleganza e sapienza esecutiva, massimo obiettivo delle arti viennesi attorno al 1900.
Dodici maggio 1924, il finale annunciato. Nella cittadina veneta dove ha scelto di riposare per sempre, va in scena l’ultimo spettacolo di Eleonora Duse – la più importante attrice di teatro del suo tempo, forse la più grande di sempre, capace di mandare in delirio platee di spettatori – che si è spenta tre settimane prima in un albergo di Pittsburgh in Pennsylvania, Stati Uniti. Ad accompagnarla nel piccolo cimitero di S. Anna è un corteo interminabile che si snoda lungo le strette vie del paese in lutto. Attori, scrittori, amici, intellettuali, ma anche un sottosegretario del governo Mussolini, le autorità locali e regionali, i notabili del paese e la gente comune. C’è pure un rappresentante politico dell’opposizione, il deputato di Rovigo Giacomo Matteotti. Ma la storia d’amore tra Asolo e Eleonora, già astro nascente dei palcoscenici di mezzo mondo, persona libera e dalla vita sentimentale movimentata, comincia trent’anni prima, nel 1892. La diva è ospite di un’amica americana a La Mura, fascinosa dimora alle porte della città, e decide che sarà quello il paese dove trovare serenità negli intermezzi di una vita girovaga condotta tra le stanze d’albergo di tutto il mondo. E ad Asolo la Duse tornerà in più riprese, ora ospite di altri amici in Villa Belvedere, ora nelle due camere riservate a lei all’Albergo al Sole, che si affaccia sulla piazza principale della città. E alla fine, dopo il lungo legame con Arrigo Boito e quello tempestoso con Gabriele d’Annunzio, e dopo il clamoroso ritiro dalle scene, ecco che ad Asolo ritorna impegnandosi nella ricerca di una casa che vorrebbe fosse davvero sua, la prima mai posseduta nel corso della sua esistenza nomade. È Casa dell’Arco in via Canova la dimora prescelta. La palazzina verrà comprata dalla figlia Enrichetta, in memoria della madre, cinque mesi dopo la sua morte. A corredo del testo, fotografie d’epoca anche inedite dell’attrice e dei suoi funerali.