Belle e utili: le ville diventino aziende

11.12.2013

Belle, accoglienti e utili, sono le Ville Venete, uno dei nostri patrimoni culturali più consistenti. Tempo di creare nuovi approcci a questo universo complesso e composito, spesso poco valorizzato, che andrebbe, al contrario, potenziato dal punto di vista turistico-culturale. Il percorso viene illustrato in un nuovo libro, “Ville venete un nuovo sguardo” dello storico e docente di Ca’ Foscari Giuseppe Barbieri – viene presentato oggi alle 10.30 a villa Tiepolo Passi a Carbonera – che si avvale dei contributi di Ivano Gatto, Margherita Naim, Fabio Pittarello e Antonio Scardaccio (edito da Terra Ferma con il contributo di FriulAdria). Il testo parte da alcune domande: quando è nata la nozione di “civiltà di villa”, come si è imposta, che lezione ci affida: questioni che si sviluppano all’inizio del volume e sfociano poi in proposte concrete di valorizzazione. Nella seconda parte del libro sette rinomati chef del Triveneto propongono altrettanti progetti gastronomici, inseguendo i concetti di integrazione della villa con il comparto enogastronomico e di recupero delle radici profonde del territorio. Villa Tiepolo Passi, a Carbonera, abitata dalla famiglia dei Conti Passi di Preposulo, è la sede dell’Associazione Ville Venete, che sta sviluppando un progetto a carattere internazionale di turismo culturale volto a promuovere quel patrimonio d’arte, architettura, paesaggio e civiltà che da secoli rende uniche le case di campagna veneziane. Villa Passi è un bellissimo esempio di “fabbrica”, imponente per le attività agricole, accresciuta e impreziosita nei secoli. Un alto muro di recinzione in ciottoli di fiume e mattoni delimita la vasta proprietà. L’accesso è un piccolo viale costeggiato da un canale dove si trova un mulino che doveva un tempo alimentare i piccoli corsi d’acqua, la peschiera e la fontana centrale del lussureggiante giardino all’italiana e parco romantico. Sul retro la scuderia, le rimesse, granai, cantine, magazzini e serre. La villa, fatta costruire da Ermolao Tiepolo, nei primi decenni del ’600 su schema perfettamente simmetrico, si sviluppa su tre piani e si conclude con un grande ed elaborato abbaino. Al corpo centrale si raccordano due barchesse, mentre l’interno è impreziosito da stucchi, affreschi e soffitti alla sansovina. La villa apre le sue porte ai numerosi visitatori, e offre visite guidate che fanno rivivere l’atmosfera della civiltà in villa.

(Il Gazzettino di Treviso, 10 dicembre 2013)