Da lì si alzavano in cielo…

25.05.2015

LIBRO. Luigino Scroccaro riporta alla luce il campo volo di Marcon

Nel 1979 Francis Lombardi, uno degli ultimi piloti della 77ª e dell’80ª Squadriglia caccia che dopo Caporetto fino al termine della Grande Guerra operarono nel Campo di volo di Marcon, diede alle stampe il prezioso volume "Gli Amici di Marcon" con i suoi ricordi.
Pochi allora conoscevano queste vicende tanto più che, negli anni, Marcon stava vivendo un profondo cambiamento per il forte incremento demografico ed edilizio; dimenticando e forse ignorando la sua storia. La conoscenza di questo luogo, noto come "hangar", era relegata alla memoria degli anziani e delle famiglie che, subito dopo la seconda guerra, in quello spazio avevano abitato da sfollati. È uno stralcio dell’introduzione che lo storico Luigino Scroccaro di Marcon fa al suo ultimo libro dal titolo "Il campo volo di Marcon nella grande guerra". Un lavoro realizzato con il patrocinio del Comune, edito da Terra Ferma con il contributo della Banca di Credito Cooperativo di Marcon e Venezia e di Valecenter.
Una pianta a cui si tagliano le radici prima o poi muore, così come un paese che non recupera e non salva dal dimenticatoio il suo passato, la sua storia: con questo spirito, in occasione del centenario della grande guerra, sabato 9 maggio c’è stata la presentazione, in aula consigliare a Marcon, di fronte ad un numeroso pubblico ed intervallata dai canti della corale Amdg di Marcon, di questo libro che ha il merito di raccontare la presenza di un’importante struttura militare della Grande Guerra, in una piccola realtà come Marcon, la cui memoria è ormai scomparsa e la cui documentazione è persa tra mille fonti lontane. Un campo volo a Marcon, Dalla regia marina al regio esercito, la Spia volante, gli Uomini del campo e Dal campo di volo a campo di sfollati: ecco i capitoli di questa storia che parte cento anni fa, e che Scroccaro continua a raccontare fino agli anni ’70.
Interessante e curiosa anche l’appendice intitolata "li campo di Marcon a scuola" che fa riferimento al periodo fascista e alla volontà di esaltare la nazione e i suoi eroi coinvolgendo le scuole anche attraverso pubblicazioni, disegni di questi grandi aviatori… tra cui anche alcuni che proprio dal campo volo di Marcon si "alzarono" per la prima volta, diventando veri e propri miti per i bambini che a scuola sentivano ripetutamente raccontare le loro gesta, le loro strategie e le acrobazie aeree che gli avevano permesso di abbattere decine di aerei nemici.
Questi pionieri erano ammirati per la loro abnegazione, il coraggio e lo sprezzo del pericolo sempre dimostrato, oltre che per la cavalleresca lealtà e/o pietosa misericordia più volte esibite anche nei confronti del nemico sconfitto e/ o ferito – così scrive Scroccaro – i loro nomi erano entrati nella leggenda: l’asso Francesco Baracca, Antonio Locatelli e Gabriele D’Annunzio, e, parlando di Marcon, non si poteva dimenticare il sandonatese Giannino Ancillotto, l’abbattitore del draken, i palloni frenati utilizzati dall’esercito austroungarico come punti di osservazione.
Sarà proprio ad Ancillotto che Luigi Rinaldi, dedicherà un suo breve racconto sul "Corriere dei Piccoli" del 6 maggio 1934 all’interno della rubrica "Eroi della nuova Italia".
La serata è stata introdotta da una relazione del prof. Lorenzo Morao e dal saluto del Sindaco Follini che ha ribadito, dopo averlo scritto anche nelle prime pagine del libro, che questo testo vuole essere una "riparazione", un esercizio, in questo 2015, con il quale desideriamo ricordare l’importanza del sito che in quegli anni era famoso per l’ardimento degli assi del volo che da lì partivano e per l’immagine di progresso legata alle continue scoperte di questa nuova frontiera che era il volo.
Christian Bison (La vita del popolo)