Scheda

Arte

Colore come illusione

Grafica, pubblicità, manifesto

  • Saggi di: Manlio Brusatin
  • Collana: Arte
  • Pagine: 48
  • Immagini: ricerca iconografica di Valeria Arena
  • Formato: 16,5 x 23,5
  • Confezione: punto metallico
  • ISBN: 978-88-85499-07-2

Il libro

Dalla sua comparsa, la comunicazione a scopo commerciale ha sempre cercato la massima concentrazione espressiva con il minimo impiego di mezzi. Il cartellone pubblicitario nasce nella seconda metà dell'Ottocento per essere letto dal passante frettoloso e distratto, in un contesto urbano sempre più affollato e rumoroso: il messaggio deve essere colto al primo sguardo, senza ambiguità. La formula vincente sarà la semplificazione figurativa e cromatica.

I cartelloni potranno però convertirsi al colore solo grazie a Godefroy Engelmann, che nel 1837 deposita un primo brevetto per la stampa in cromolitografia. Dalla fine degli anni Sessanta dell'Ottocento, in seguito ai miglioramenti tecnici importati da Londra, fa la sua comparsa il manifesto pubblicitario illustrato e colorato, ad opera di Jules Chéret e dell'Imprimerie Chaix. Nel 1904 il litografo statunitense Ira W. Rubel scopre la possibilità di trasportare un’immagine inchiostrata mediante un cilindro rivestito con tela gommata: nasce la stampa offset. Si diffonderà solo successivamente, rendendo più semplice e veloce produrre grosse tirature di manifesti.

La pubblicazione accompagna la mostra "Colore come illusione. Grafica, pubblicità, manifesto" tenutasi presso il Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso e Tipoteca Italiana Fondazione di Cornuda.

Prezzo: 5.00 €

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