Due secoli di paci europee in mostra al Ducale

24.10.2014

Domani, presente Franceschini, si apre l’esposizione per il Semestre Italiano di Presidenza Ue

Sentirsi europei «scoprendo» i trattati di pace di due secoli della storia del nostro Continente. È lo spirito con cui è nata la mostra «Per il bene della pace – ll lungo cammino verso l’Europa» (dalla pace di Bologna alla Dichiarazione dei diritti dell’uomo, 1530-1789), che sarà inaugurata domani a Venezia nella Sala dello Scrutinio di Palazzo Ducale, alla presenza del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, per celebrare, fino al 12 gennaio 2015, il Semestre Italiano di Presidenza dell’Unione Europea che si conclude a fine anno. L’esposizione, curata dall’Archivio di Stato di Venezia e dalla Fondazione Musei Civici, si sviluppa attraverso un percorso che presenta più di settanta preziosi documenti e immagini cartografiche dell’Europa attinti dal patrimonio documentario conservato nell’Archivio di Stato, nella Biblioteca e nel Gabinetto cartografico del Museo Correr e nell’archivio dell’Istituto Ellenico di Venezia. La mostra espone i trattati di pace fra le potenze europee dalla pace di Bologna del 1529-1530, giungendo alle paci di Cateau-Cambrésis, Westfalia, Nimega e Aquisgrana. Suddiviso in quattro sezioni – Imago Europea; Venezia e le corti d’Europa: gli archivi della diplomazia; L’Europa alla ricerca della pace; I Greci a Venezia. Segni di convivenza pacifica – il percorso espositivo attraversa tre secoli di storia europea, segnati da conflitti, ma scanditi allo stesso tempo da trattati importanti, che pongono fine a storiche guerre come quella dei Trent’anni, quella di devoluzione, quella d’Olanda e delle Province unite, quella di successione spagnola, e poi polacca, e poi austriaca. L’esposizione prende avvio da una selezione di materiale cartografico conservato nelle raccolte del Museo Correr. Prosegue poi documentando i principali snodi storici, quali la pace di Cateau-Cambrésis, dove si discute di Calais e del Monferrato, di pace religiosa in Inghilterra e di matrimoni che suggellino gli accordi. Tra questi anche la pace di Ferrara, siglata nel 1644 tra gli stati italiani con la mediazione del re di Francia Luigi XIV. E ancora la pace di Westfalia, del1648, che pone fine alla sanguinosa guerra dei Trent’anni e quella di Carlowitz, del 1699, che coinvolge l’impero d’Austria e di Russia, il re di Polonia e l’Impero ottomano. Si arriva, poi, alla pace di Utrecht e di Rastadt e alle lunghe Capitolationi di pace con i sultani ottomani. Gli ambasciatori comunicano a Venezia gli eventi più significativi, come Giambattista Pizzoni da Londra, che fa pervenire al Senato la Dichiarazione d’indipendenza delle colonie americane dalla madre patria, approvata il 2 luglio e proclamata il 4 luglio 1776, tradotta in lingua italiana e da parte dell’ambasciatore veneziano in Francia nel 1795 dalla Parigi termidoriana di fine secolo, la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Accompagna la mostra un catalogo curato da Raffaele Santoro, direttore dell’Archivio di Stato di Venezia, e da Alessandra Schiavon, ricercatrice nello stesso Istituto, (Antiga Edizioni), con contributi di Santoro e Schiavon e di Maria Francesca Tiepolo, Georgios Ploumidis, CamilloTonini. (e.t.)