Benvenuto  Accedi!

Cerca un libro

Le collane

Oggi puoi iniziare subito a leggere: basta un click!

I nostri eBook sono disponibili in diversi formati e sono distribuiti sui principali store online

Per saperne di più...

Il “profumo” della stampa per i cinquant’anni di Antiga

30.11.2018
Il “profumo” della stampa per i cinquant’anni di Antiga

Approfondimenti

Trecentoventi pagine per raccontare il successo di un’impresa di famiglia.

Un viaggio nel tempo perché nulla di quest’arte antica vada perduto.

Un po’ missionari, un po’ esploratori, un po’ sacerdoti. Grazie alle loro mani la carta non solo vive, ma pesa, parla respira, odora di buono, scavalca i secoli e fa sembrare Twitter una “robetta”. Grazie alla loro lungimiranza, le macchine, i caratteri e le matrici della tipografia italiana, insomma l’hardware che ha permesso la trasmissione del sapere, sono stati raccolti e messi al sicuro nel Museo della stampa e del design tipografico di Cornuda, in provincia di Treviso.

Piccolo, grande, prodigio dell’imprenditoria veneta e italiana, nel quale deve aver contato non solo la saggezza e l’intraprendenza, ma anche la capacità di restare uniti, di non litigare, di capire l’uno il carattere dell’altro, di fare famiglia, con i figli, con i nipoti, i dipendenti; di essere quello che si vede più spesso nella pubblicità che nella vita reale, ma che ai quattro fratelli Antiga – Franco, Silvio, Mario e Carlo – con la sorella Maria Antonietta, riesce da cinquant’anni.

Il regalo – Per questa ragione hanno voluto farsi un regalo, con un volume che Aldo Manuzio avrebbe apprezzato molto perché è tra il libro e l’opera d’arte, dal titolo “Tipoteca. Una storia italiana”, presentato ieri a Venezia dai cinque fratelli, dalla nipote Michela e dal direttore Sandro Berra nel salone da ballo del Museo Correr.

Trecentoventi pagine, alcune lisce, altre ruvide, altre ancora a rilievo – una più bella dell’altra, tutte da accarezzare – che raccontano i cinquant’anni di attività di Grafiche Antiga spa, dalla prima macchina comprata da Silvio e Franco a Padova a quella, che allora parve incredibile, per stampare i manifesti.

Negli anni Grafiche Antiga cresce, entrano gli altri fratelli, arrivano le commesse importanti – cataloghi, libri, persino il calendario Pirelli – fino ad arrivare agli attuali 25 mila metri quadrati di superficie, con 9.500 commesse all’anno e 200 collaboratori.

L’appello – Nel frattempo, negli stessi anni in cui Internet preparava il terreno per sconvolgere il mondo della comunicazione, Silvio Antiga lanciava un appello ai colleghi tipografi italiani per raccogliere quello che, normalmente, veniva buttato: attrezzature, caratteri, punzoni. «Volevamo restituire un poco di quello che il mestiere ci aveva dato», spiega Silvio Antiga. Nasce così la fondazione Tipoteca Italiana: archivio, collezione, museo, laboratorio, che con la tipografia dialoga e si completa.

Realtà aumentata – «Questo libro è una realtà aumentata», dice Sandro Berra, «la scelta di questa carta è una realtà aumentata e la Tipoteca è il serbatoio della memoria dei caratteri».

Quella che Silvio Antiga definisce «una storia italiana, una storia veneta, una storia semplice» possiede, in realtà, la complessità della custodia, della forma più alta della tutela, che è il rispetto del patrimonio da tramandare anche a chi l’unica T che viene in mente è quella del T9.

Profetiche, in tal senso, le parole dell’introduzione di Cesare De Michelis, scritte poco prima di morire: «Silvio Antiga restituisce la genuinità dell’antico perché nulla dell’arte vada perduto. Così gira la ruota della storia grazie agli uomini di buona volontà».

Manuela Pivato (“La Tribuna”, 30 novembre 2018)